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La lotta degli insegnanti in Messico: storia e motivi

MegaMarcha 4S Mex DF 249 (Medium)Gli insegnanti delle scuole pubbliche occupano le piazze e le strade del Messico contro le “riforme strutturali” del presidente Peña Nieto e continuano a dar battaglia: è una resistenza epica che viene da lontano. Il conflitto degli insegnanti con il governo e i parlamentari federali per la riforma educativa dura da alcuni mesi, ma nelle ultime due settimane ha raggiunto l’apice. Un presidio di insegnanti nel centro della capitale era presente già dall’8 maggio, ma pochi se n’erano accorti. Invece da agosto la CNTE, Coordinamento (Coordinadora in spagnolo) Nazionale dei Lavoratori dell’Educazione, è in sciopero indefinito e l’anno scolastico 2013-2014 non è ancora cominciato in migliaia di scuole. La combattiva Sección 22 di Oaxaca, forte di 74mila affiliati e già protagonista del conflitto del 2006, soffocato nel sangue dall’allora governatore dello stato di Oaxaca, Ulises Ruiz, rappresenta il gruppo più nutrito di professori in resistenza, ma i rinforzi questa volta sono arrivati da tutto il paese.

Il plantón

Dal 19 agosto il presidio dei maestri è diventato una tendopoli quindi l’attenzione mediatica s’è rivolta verso gli oltre 40mila occupanti, insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie, che ormai vivono nella piazza principale del Messico. Ogni giorno realizzano atti di resistenza, bloccano le strade e l’aeroporto internazionale, chiudono le entrate dei palazzi del potere, fanno assemblee, sistemano le tende scardinate dai violenti acquazzoni di questa stagione piovosa e inclemente, e infine portano avanti le negoziazioni estenuanti con funzionari e parlamentari inviati dai partiti per fare melina. Le minacce avanzate da alcuni deputati della destra (PAN, Partido Accion nacional) di incarcerazione dei leader, che in realtà sono i “portavoce” del movimento, e di repressione violenta della protesta non hanno fatto desistere i docenti.

Ho provato a descrivere con una galleria fotografica (link qui), non solo con le parole, l’enorme tendopoli allestita dalla CNTE nella piazza centrale (lo zocalo) di Città del Messico. Nel plantón, il presidio-tendopoli, ore e ore di pioggia non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e le cattive notizie che arrivano dal Palazzo: nella notte dell’1S (primo settembre), con una sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professionale Docente, oggetto delle negoziazioni tra i rappresentanti della CNTE, il governo e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola.

Scene di vita e resistenza civile compongono un quadro di lotta metropolitana nella povertà e nella solidarietà, prestata da tanti abitanti della capitale e dalle famiglie dei maestri che da Oaxaca, dal Chiapas, dal Guerrero, dal Michoacan, dal Durango o dalla Bassa California, insomma da molto lontano, mandano viveri, sacchi a pelo, tende e vestiti, incoraggiamenti e affetto. Per i servizi igienici gli insorti si devono rivolgere ad alcuni abitanti della zona che prestano docce e bagni, a volte in cambio di piccole somme.

Nel pomeriggio del 31 agosto, quando sono stato per qualche ora in alcune tende del plantón, solo un gruppo ridotto di docenti, circa 10mila, si trovava a presidiare la zona visto che la maggior parte degli insorti era nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. Mille insegnanti del Chiapas si sono integrati alla tendopoli in serata. Durante la settimana, anzi  già da domenica primo settembre in poi, sono state realizzate decine di manifestazioni.

MegaMarcha 4S Mex DF 472 (Medium)Ma che cos’è la CNTE?

C’è chi la vede come un vecchio rimasuglio di un mondo che fu, anacronistico e d’ostacolo per lo sviluppo e la “modernità” del paese, ma c’è chi la difende come ultimo baluardo contro il neoliberismo selvaggio, come un’organizzazione plurale e democratica a difesa dei veri interessi delle classi lavoratrici. Sicuro è che non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione, che è il sindacato ufficiale, allineato al governo.

Dall’aprile scorso la sua leader storica, Elba Esther Gordillo, è sotto processo per “uso di risorse dalla provenienza illecita” e attende la sentenza in prigione. E’ stata quindi sostituita da Juan Diaz, uomo fedele al presidente. La CNTE è un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del sindacato ufficiale. Questo è quasi un apparato paragovernativo del PRI (l’ex partito di regime tornato al potere nel 2012), mentre la CNTE si struttura come corrente democratica all’interno del SNTE e non è un sindacato a parte.

Fabrizio Mejía sulla rivista messicana Proceso del primo settembre spiega che “la CNTE è ciò che resta dei cosiddetti ‘coordinamenti di massa’, un tentativo di democratizzare i sindacati a partire dalle basi, in cui ogni sezione arriva ad accordi assembleari solo quando esiste un punto generale su cui si possono programmare azioni. Gli insegnanti, i lavoratori a cottimo ‘jornaleros’ e alcuni gruppi operai fecero parte, due decenni or sono, di questa dissidenza sindacale, ma oggi di tutto questo resta solo la CNTE”.

Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) dorme. Anzi, fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. La stragrande maggioranza dei mass media, TeleVisa e TV Azteca in testa, spara a zero sui maestri dissidenti, tacciandoli di “pigri e sovversivi” e mandando in onda programmi ridicoli atti a provocare ostilità da parte della popolazione della capitale, soprattutto della classe media imbambolata: interviste a conducenti incazzati per il traffico, bambini e genitori in lacrime perché la scuola non comincia, storie edificanti di maestri moderati e coraggiosi che sì “amano lavorare” e così via.

La riforma costituzionale

Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai tre partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente ha spinto e ha ottenuto un’approvazione fast track delle leggi secondarie in parlamento. La riforma costituzionale di febbraio ha stabilito le basi per i cambiamenti nella carriera dei professori, nell’accesso a posti dirigenziali nella scuola e nel disegno e implementazione della politica educativa a livello primario e medio.

MegaMarcha 4S Mex DF 372 (Medium)Per esempio, è nato l’Istituto Nazionale per la Valutazione dell’Educazione e s’è stabilito che l’entrata nel “servizio docente” e la promozione a posti direttivi avverrà tramite valutazioni che garantiscano “l’idoneità delle conoscenze e delle capacità che corrispondono a ciascuna funzione”, e così gli stimoli e la permanenza in servizio dipenderanno dalla valutazione obbligatoria. Viene anche previsto, ed è un punto positivo, l’allargamento del tempo pieno, anche se buona parte delle strutture scolastiche attualmente non sono attrezzate a tal proposito. Molto polemica è stata l’approvazione di una specie di corresponsabilità gestionale ed economica per cui alunni, docenti e genitori, con il coordinamento della direzione, possono essere coinvolti (cioè dovrebbero in parte pagare di tasca propria) nel miglioramento delle infrastrutture, nell’acquisto dei materiali educativi e nella risoluzione di problemi operativi. Quindi le “quote volontarie” che versano per la scuola potrebbero diventare “obbligatorie”. Questi processi sono regolati dalle leggi secondarie che in questi giorni muovono la protesta nazionale.

Le leggi secondarie

A fine agosto quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione (INEE) e la Legge Generale sull’Educazione sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. In settembre è passata la terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti: la Legge sul Servizio Nazionale Docente.

In primavera mesi di dibattiti e convegni sul tema, in cui i docenti sono stati invitati a partecipare e hanno presentato le loro proposte dettagliatamente, non sono serviti a modificare la posizione dei parlamentari e del governo, per cui la CNTE ha provato a intavolare una discussione costruttiva, ma è stata scavalcata e beffata da false volontà di dialogo e prevaricazioni autoritarie. Dunque le ragioni delle manifestazioni sono molte e comprendono le richieste di migliori condizioni per le aule e i salari, oltre al nucleo costituito dalle tre leggi di riforma approvate frettolosamente.

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Settembre di piogge e manifestazioni: 1S e stato d’eccezione

Di nuovo come risposta all’indifferenza ufficiale, a Città del Messico il primo settembre c’è stata un’importante manifestazione di studenti, facoltà universitarie, organizzazioni sociali, parti del MoReNa (Mov. Rigenerazione Nazionale), semplici cittadini e alcuni gruppi anarchici contro la Riforma energetica e in sostegno degli insegnanti. Le iniziative in tutta la città e nel paese sono state tantissime. La manifestazione, nel primo pomeriggio, s’è unita a quella degli insegnanti della CNTE che si sono diretti a San Lazaro, sede della camera dei deputati messicana. Ci sono stati numerosi episodi di tensione, avvenuti durante la manifestazione e anche al termine della stessa, quando gli insegnanti, che formavano un cordone indipendente, stavano per ripiegare.

“L’imbottigliamento coatto” da parte della polizia puntava al controllo totale. L’effetto “collaterale” era quello di asfissiare e snervare, in particolare nei momenti in cui la doppia fila di granaderos in testa al corteo spezzava il ritmo della marcia e chiudeva i manifestanti, cosa che s’è ripetuta praticamente ad ogni curva. Nel contempo, gli scudi dei corpi antisommossa chiudevano la coda e i lati del corteo. E’ una modalità già sperimentata dal governo del presidente Peña Nieto e dai corpi di polizia della capitale a partire dalla giornata dell’1D, il primo dicembre 2012, in cui i poliziotti della capitale hanno serrato le file, chiuso ogni passaggio nel centro storico e infine hanno effettuato decine di arresti e pestaggi arbitrari. L’accerchiamento dell’intera massa popolare da parte della polizia (6mila elementi  in tenuta antisommossa) e l’enorme, sproporzionato, dispiegamento di forze rappresenta una strategia di contenimento che sfocia nella provocazione e nello stato d’eccezione.

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La reazione della polizia dopo gli scontri s’è concentrata su “obiettivi casuali”, cioè persone individuate perché indossavano vestiti neri, o proprio senza criterio, che andavano fermate. Alla fine della giornata di protesta dell’1S ci sono stati sedici arresti di alcuni attivisti e giornalisti indipendenti. Nonostante la strategia intimidatoria, le manifestazioni vanno avanti e, va detto, per ora (per fortuna) non sono accaduti “incidenti” gravi né situazioni paragonabili a quelle vissute nel 2006 (terribili repressioni di Atenco eOaxaca in particolare), ma non si può ancora prevedere come evolveranno la protesta e le forze in campo.

In questo video (LINK): l’arresto arbitrario di un giornalista dell’agenzia messicana indipendente Subversiones che ha filmato la propria cattura (leggi l’appello qui: lo stato sta imponendo cauzioni enormi per il suo rilascio!). Si chiama Gustavo Ruiz e stava filmando una squadra di poliziotti che trascinavano su una camionetta alcuni giovani e, come si fa in questi casi per evitare abusi o addirittura sparizioni e sequestri ai danni dei detenuti, stava chiedendo agli studenti i loro nomi e la facoltà di appartenenza. Come se niente fosse, all’improvviso, si ritrova lui “dall’altra parte”, viene strattonato, la sua videocamera cade e fa in tempo a registrare le sue urla e il suo nome.

4 settembre – 4S

La strategia di contenimento minaccioso e militarizzato della protesta non è stata applicata alle manifestazioni, durate oltre 8 ore, del 4 settembre organizzate nella capitale e in 22 stati. Questa galleria fotografica (Link qui per lo slideshow e foto) della manifestazione della CNTE è del 4 settembre (4S): dalle 10 del mattino oltre 30.000 insegnanti hanno manifestato a Oaxaca e 40.000 in Chiapas mentre in 20.000 hanno camminato per 8 ore nelle strade della capitale messicana, dall’Auditorio Nacional al palazzo del Senato. Proprio questa ramo del parlamento il giorno prima aveva approvato la Riforma Educativa dopo che la camera l’aveva fatto la settimana prima.

La cosiddetta riforma educativa è in realtà una riforma del lavoro dei docenti e dell’amministrazione di stampo neoliberista ed è parte del piano di riforme strutturali (lavoro, fisco, energia, educazione, politica) che il governo di Peña intende portare a termine entro i prossimi quattro mesi. Il grande scoglio, cioè queste proteste dei “maestri dissidenti”, gli unici per ora che abbiano saputo articolare un’opposizione vera, è stato superato, per ora, grazie a un falso dialogo depistante con i maestri e a una serie di votazioni notturne e blindate alle camere. Infatti, i tre principali partiti (PRI, PAN, PRD) stanno approvando riforme legislative e costituzionali in fretta e furia, nell’ambito delle larghe intese alla messicana, cioè dall’accordo di governo chiamato “Patto per il Messico” e sottoscritto dai loro leader all’inizio del governo di Peña 9 mesi fa. La CNTE ha fornito la cifra di 700.000 insegnanti mobilitati per il 4S a livello nazionale.

Quali sono gli elementi controversi della riforma da poco approvata dalle camere?

024 (Medium)Ormai esaurite le discussioni e approvazioni in parlamento, la CNTE ha chiesto al presidente di bloccarla con un veto perché:

Si applica retroattivamente contro chi già lavora nel settore educativo pubblico prescolastico, primario e secondario, in contrasto con l’articolo 14 della Costituzione, e colpisce tutti i lavoratori dell’insegnamento a livello federale, statale e comunale derogando i diritti acquisiti. Infatti, le autorità educative possono annullare i diritti dei lavoratori senza necessità di un intervento giudiziario e con la riforma il “lavoratore” diventa “soggetto amministrativo”, in contrasto con l’articolo 123 costituzionale.

Quattro questioni importantissime come il reddito/salario, la promozione, il riconoscimento e la permanenza nel posto di lavoro sono ora condizioni amministrative e smettono di essere considerati diritti lavorativi.

Si dà piena facoltà al Ministro della Pubblica Istruzione federale e al ministero (SEP), quindi anche al presidente della repubblica, di scavalcare la sovranità dei singoli stati per autorizzare i principi riguardanti i quattro punti precedenti e ordinare ai governatori locali di seguirli. Il ministero potrà imporre linee generali per la prestazione del servizio di assistenza tecnica alla scuola a livello di istruzione primaria.

Viene creato l’Istituto Nazionale per la Valutazione dell’Educazione (INEE) che potrà imporre e autorizzare, anche sorpassando l’autorità degli stati, i lineamenti ad ogni tipo di autorità educativa e organi decentralizzati per la valutazione riguardante le 4 questioni citate. La SEP e l’INEE potranno interpretare unilateralmente la legge per effetti amministrativi e l’INEE imporrà i processi di valutazione.

Non si contempla la partecipazione sindacale ai processi di osservazione delle valutazioni e si annulla l’intervento di qualunque associazione dei docenti. Le 4 tematiche di cui sopra (salario, promozione, riconoscimento e permanenza nel posto di lavoro) non saranno oggetto delle “Condizioni Generali del Lavoro” e il Lavoro Docente sarà sostituito dal Servizio Professionale Docente che implica la rappresentazione dell’insegnante come soggetto amministrativo isolato di fronte allo stato.

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I tribunali del lavoro sono sostituiti da tribunali amministrativi in caso di conflitto nei punti specificati. Scompare il posto fisso e si crea la figura dei contratti “a tempo fisso” di natura temporanea e quella dei contratti “provvisori” per coprire un vuoto, cioè un posto non occupato per meno di sei mesi. I contratti a tempo fisso e le vecchie “plazas”, i posti fissi a tempo indeterminato, saranno subordinati alle condizioni di questa legge e saranno assegnati solo dopo 6 mesi di servizio senza nessuna “nota negativa”.

Il cosiddetto “processo di compattazione” prevede contratti ad ore e così permette di frazionare il pagamento del salario ai maestri. Scompare il diritto di inamovibilità dal posto di lavoro. Chi decide di accettare un impiego o un incarico (anche nel sindacato) che gli impedisca di svolgere la sua funzione docente, o quella di supervisione o direzione, dovrà “allontanarsi dal servizio” senza ricevere il salario.

S’instaura un procedimento autoritario che permette il licenziamento o allontanamento immediato dalle funzioni docenti (con riassegnazione ad altre funzioni) senza che vi sia la garanzia di ascolto e contraddittorio prevista dalla legge sul lavoro. Inoltre si stabilisce come causa di licenziamento senza alcuna responsabilità da parte delle autorità il rifiuto di partecipare ai processi di valutazione, senza considerare il livello accademico e di esperienza/anzianità.

Stessa modalità anche nel caso in cui il docente non partecipi ai programmi di regolarizzazione docente o non ottenga un risultato soddisfacente nel primo o nel secondo processo di valutazione e non s’incorpori al processo di regolarizzazione. Se, nonostante la partecipazione ai programmi formativi, il maestro non supera il terzo processo di valutazione, viene escluso dalla docenza e riassegnato ad altre mansioni. Queste decisioni si considerano unilaterali.

Si cancella il diritto al reinserimento nel posto di lavoro o di indennizzo, tramite il pagamento degli stipendi sospesi, in caso di licenziamento ingiustificato Si stabiliscono 8 causali ulteriori per la cancellazione degli effetti della nomina senza responsabilità alcuna dell’autorità e senza previa risoluzione del Tribunale Federale di Conciliazione e Arbitrato.

Infine è permessa la separazione dall’incarico quando il docente si assenta, senza una causa giustificata, per più di tre giorni consecutivi o tre non consecutivi in un periodi di 30 giorni: la separazione dal posto di lavoro è una decisione unilaterale e l’autorità che la applica è la stessa che decide circa la sua eventuale revisione, quindi è giudice e parte in causa. Dopo settimane di proteste il senato ha inserito una clausola all’ultimo momento, un semplice “contentino” per i maestri, che dice che il personale allontanato dal suo incarico per l’applicazione di questa legge potrà impugnare la decisione presso gli organi giurisdizionali competenti. Il quadro generale di precarietà del lavoro, però, non cambia.

176 (Medium)Cosa dice la CNTE?

La CNTE sostiene che l’entrata, la promozione e la permanenza dei docenti devono legarsi al diritto del lavoro e ai diritti sociali “senza banalizzare il processo etico e della pratica educativa” e in un manifesto d’opposizione alla riforma specifica alcuni punti fermi: la distinzione tra la CNTE e il sindacato SNTE di cui questa è parte ma come “corrente critica”, la difesa dell’istruzione pubblica e la sua trasformazione tramite una visione critica della realtà messicana, l’inutilità delle leggi in materia educativa per risolvere i veri problemi del paese come la disuguaglianza e la povertà, la costruzione di una controproposta è stata ignorata dalle autorità malgrado abbia visto la partecipazione di numerosi interlocutori, il riconoscimento dell’istruzione come un diritto sociale universale al di sopra di interessi privati, il rispetto dei diritti lavorativi, il compromesso con una formazione professionale docente iniziale e permanente che deve essere anche rispettato dal governo messicano, secondo le specificità di ogni regione del paese.

Sulla valutazione docente la CNTE ha proposto che 1) sia un processo formativo e qualitativo nelle sue tre modalità (autovalutazione, co-valutazione e valutazione dall’esterno, 2) rispetti la diversità culturale del Messico, basata su una pratica educativa integrale, che includa tutti gli attori educativi, 3) sia una valutazione intesa come mezzo e non come fine, che consideri le condizioni di vita dei bambini, dei giovani e degli adulti che formano l’universo degli studenti del paese, 4) che riconosca i bisogni di base della popolazione e 5) che migliori le condizioni dell’insegnamento e dell’apprendimento riconoscendo l’importanza dei loro contenuti universali.

Riguardo alla Legge Generale del Servizio Professionale Docente, la quale avrà effetto a partire dal 2015, la CNTE ribadisce il proprio impegno e compromesso con gli studenti e il popolo in generale per contribuire alla formazione di soggetti che sappiano reclamare per il rispetto alla propria forma di vita e sostiene che ha sempre rispettato le richieste e gli accordi pattuiti con il governo della repubblica attraverso il ministro degli interni. Infine, viene criticata la fretta con cui si vogliono legittimare leggi che non aiutano il miglioramento del processo educativo e lacerano il diritto sociale all’educazione. E di fatto camera e senato hanno approvato tutto (tre leggi secondarie) in un paio di settimane e hanno finto di negoziare con gli insegnanti che ora continuano ad occupare mezza città del Messico e minacciano di estendere la resistenza agli stati una volta che saranno tornati a casa.

Altro week end di fuoco

Marcha 1S Mex DF 032 (Medium)Sabato 7 è previsto il primo incontro nazionale degli insegnanti a Mexico City convocato dalla CNTE. Domenica 8 la CNTE, insieme ad altre organizzazioni sociali solidarie come gli studenti di YoSoy132 e Movimiento de los 400 pueblos di Veracruz, scenderanno in piazza per accompagnare l’evento dell’ex candidato presidenziale delle sinistre, Andrés Manuel López Obrador, e del suo Movimento di rigenerazione nazionale (MoReNa). Non si sa ancora se l’occupazione dello zocalo di Città del Messico continuerà, ma è sicuro che la CNTE non abbandonerà la sua resistenza civile pacifica, dichiarata dopo l’approvazione della legge al senato il 4 settembre, che potrebbe trasferirsi nei diversi stati della federazione ed essere condotta a livello locale: disobbedienza civile, negoziazione di alcune condizioni stato per stato, proteste locali, riapertura del dibattito sulle leggi approvate, conquista progressiva della maggioranza all’interno del sindacato nazionale, aumenti salariali e scioperi sono alcune possibilità.

Marcha 1S Mex DF 063 (Medium)La CNTE ha comunque chiesto a Peña Nieto di porre un veto presidenziale sulle leggi e di ridiscutere, nell’ambito di un gran dibattito nazionale, l’intero sistema educativo. Ciononostante è poco probabile che il presidente segua il suggerimento dei maestri su una riforma che lui stesso ha proposto al parlamento…

Sono a rischio anche le famose “Feste patrie” per la celebrazione dell’indipendenza del 15-16 settembre che si svolgono nelle piazze centrali, presso la sede del potere politico nazionale o locale, in cui il sindaco della città o il presidente tengono un discorso e gridano il patriotico “¡Viva México!” per ricordare il grido lanciato dal prete Miguel Hidalgo che diede inizio al processo d’indipendenza dalla Spagna nel 1810. Quindi forse quest’anno il “grido” non sarà solo quello del capo di stato o dei governatori, ma risuonerà pure quello degli esclusi, quello del lavoro degno, quello della resistenza pacifica che sfida chi ormai non grida più e s’accontenta delle promesse. Fabrizio Lorusso da Carmilla

Foto MegaManifestazione CNTE a Città del Messico

Presento qui una galleria fotografica (clicca su una foto per lo slideshow) della manifestazione della CNTE (Coordinadora Nacional Trabajadores de la Educación), una corrente “dissidente” del SNTE, il sindacato nazionale che sostiene le riforme del governo a Città del Messico. Il 4 settembre (4S) dalle 10 del mattino oltre 30.000 insegnanti hanno manifestato a Oaxaca e 40.000 in Chiapas mentre in 20.000 hanno camminato per 8 ore nelle strade della capitale messicana, dall’Auditorio Nacional al palazzo del Senato. Proprio questa camera ieri ha approvato la Riforma Educativa  (riforma costituzionale approvata 7 mesi fa e leggi secondarie approvate i agosto e settembre malgrado le proteste) presentata dal presidente Peña Nieto e già passata alla Camera dei deputati. La CNTE ha dato la cifra di 200.000 insegnanti mobilitati per questa giornata di protesta a livello nazionale. Dal 19 agosto gli insegnanti occupano la piazza centrale della capitale e realizzano manifestazioni e attività di resistenza pacifica in 22 stati della repubblica messicana contro la riforma che definiscono “amministrativa e del lavoro” e non “educativa”. Sabato 7 ci sarà il primo incontro nazionale degli insegnanti a Mexico City convocato dalla CNTE e il giorno seguente la Coordinadora parteciperà alla giornata di assemblea contro la riforma energetica e alla manifestazione convocata dall’ex candidato presidenziale delle sinistre Andrées Manuel López Obrador e il suo movimento MoReNa.   Link all’articolo e foto sull’1S e sulle manifestazioni di questi giorni a Città del Messico – Link alla Tendopoli degli insegnanti in lotta nella piazza centrale del paese. Qui video dell’arresto arbitrario di un giornalista dell’agenzia messicana indipendente Subversiones – Foto di Fabrizio Lorusso

EZLN warrior MegaMarcha 4S Mex DF 085 (Medium)

México y lluvia, maestros en lucha

EN ESPAÑOL

El México inconforme con las llamadas “reformas estructurales” llena las calles y ocupa las plazas. Incluyo en el post una galeria fotográfica (da clic en la foto para el slideshow) del plantón de protesta que mantienen entre 10 y 40mil maestros de la CNTE, Coordinadora nacional trabajadores de la educación en el zocalo de la Ciudad de México desde el 19 de agosto pasado. Llueve, pero horas interminables de aguaceros no barren la esperanza, pero sí alejan a los curiosos, a los vendedores ambulantes, en su mayoría capitalinos, y a las malas noticias que llegan de San Lazaro: en la noche del 1S (primero de septiembre!), con un albazo legislativo, la Cámara de diputados aprobó la Ley del Servicio Profesional Docente, es decir el objeto de las negociaciones entre los delegados de los manifestantes y algunos congresistas. Una verdadera tomada de pelo.

Ahora falta sólo el voto del Senado. Escenas de vida y resistencia civil componen este álbum fotográfico que ha sido realizado el día 31 de agosto de 2013, cuando sólo un contingente reducido de maestros se encontraba presidiando el plantón, ya que la mayoría de ellos se encontraba en sus comunidades de origen para el fin de semana. 1000 maestros de Chiapas se integraron a la protesta en la capital el 1S, mientras que en la semana se prevén marchas y, el miércoles, una insurrección magisterial nacional convocada por la CNTE. Ah, ¿qué es la CNTE? No es el SNTE (Sindicato Nacional Trabajadores de la Educación), queda claro. Es una coordinadora, fundada en 1979, que aglutina a los docentes que tienen un pensamiento crítico con respecto al trabajo del sindicato “oficial” charro y se organiza como corriente democrática dentro del SNTE, sin por eso contituirse como un sindicato autónomo.

Actualmente la CNTE mantiene viva la oposicièon a la reforma educativa que más que “educativa” parece una reforma (regresiva) laboral y administrativa, enviada por el presidente Peña Nieto al Congreso. El Sindicato (SNTE) alineado al gobierno duerme y difunde espots a favor de la iniciativa de Peña. Después de haber promovido la reforma de los artículos constitucionales sobre asuntos educativos (el 3 y el 73) que fue aprobada por los 3 partidos más importantes del país (PRD, PRI, PAN) en el mes de febrero de 2013, el mandatario ahora está cabildeando para una aprobación fast track  de las leyes secundarias que examina el congreso. Y lo está logrando. Ya dos de éstas, la sobre el Instituto Nacional para la Evaluación y la Ley General sobre la Educación, fueron votadas sin que la opinión de las partes sociales y, sobre todo, de los maestros, afectados directamente por la reforma, fuese tomada en cuenta.  Ahora, el partido se juega en la ley que más interesa, de cerca, la vida de las personas, de los docentes, y los derechos laborales preexistentes.

Link útiles: CNTE sección 9 Distrito Federal y Sección 22 Oaxaca. Fotos e intro de Fabrizio Lorusso

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IN ITALIANO

Il Messico contrario alle cosiddette “riforme strutturali” scende in piazza (e la occupa). Inserisco nel post una galleria fotografica (clicca su una foto per lo slideshow) della tendopoli allestita dai docenti della CNTE, Coordinamento nazionale dei lavoratori dell’educazione, nella piazza centrale (il “Zocalo”) di Città del Messico. Dal 19 agosto scorso tra i 10 e i 40mila insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie occupano la piazza principale del Messico. Sta piovendo, ma ore e ore di violenti acquazzoni non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e  le cattive notizie che arrivano dai palazzi del potere: nella notte dell’1S (primo settembre!), con un sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professional Docente, oggetto delle negoziazioni di questi giorni tra i rappresentanti della CNTE e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola. Ora manca solo il voto al Senato.

Scene di vita e resistenza civile compongono quest’album fotografico che è stato realizzato il 31 agosto scorso, quando solo un gruppo ridotto di docenti si trovava a presidiare la tendopoli siccome la maggior parte di loro si trovava nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. 1000 insegnanti del Chiapas si sono integrati al contingente in lotta tra domenica e lunedì, mentre durante la settimana sono programmate varie camminate e manifestazioni. Per mercoledì 4 settembre è prevista una giornata di insurrezione nazionale dei docenti convocata dalla CNTE. Sono due settimane che la capitale messicana è letteralmente bloccata e la stessa cosa succede, su una scala minore, anche Ah, che cos’è la CNTE? Non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione. E’ un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del lavoro del sindacato ufficiale, praticamente un apparato paragovernativo, e si organizza come corrente democratica dentro al SNTE, senza costituirsi però come un sindacato autonomo.

Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) allineato al governo dorme e fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai 3 partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente sta ora spingendo per un’approvazione fast track delle leggi secondarie al vaglio del parlamento. E ci è riuscito. Già due, quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione e la Legge Generale sull’Educazione, sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. Ora la partita si gioca sulla terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti.

Link utili: CNTE sección 9 Distrito Federal e Sección 22 Oaxaca. Foto e intro di Fabrizio Lorusso

Messico e pioggia, maestri in lotta

IN ITALIANO

Il Messico contrario alle cosiddette “riforme strutturali” scende in piazza (e la occupa). Inserisco nel post una galleria fotografica (clicca su una foto per lo slideshow) della tendopoli allestita dai docenti della CNTE, Coordinamento nazionale dei lavoratori dell’educazione, nella piazza centrale (il “Zocalo”) di Città del Messico. Dal 19 agosto scorso tra i 10 e i 40mila insegnanti di asili, scuole primarie e secondarie occupano la piazza principale del Messico. Sta piovendo, ma ore e ore di violenti acquazzoni non spazzano via la speranza, anche se funzionano per scacciare i curiosi, i venditori ambulanti, in maggior parte commercianti della capitale, e  le cattive notizie che arrivano dai palazzi del potere: nella notte dell’1S (primo settembre!), con un sortita dei legislatori, è stata approvata dalla Camera dei deputati la Legge del Servizio Professional Docente, oggetto delle negoziazioni di questi giorni tra i rappresentanti della CNTE e alcuni parlamentari. Uno sberleffo in piena regola. Ora manca solo il voto al Senato.

Scene di vita e resistenza civile compongono quest’album fotografico che è stato realizzato il 31 agosto scorso, quando solo un gruppo ridotto di docenti si trovava a presidiare la tendopoli siccome la maggior parte di loro si trovava nelle rispettive comunità d’origine per il fine settimana. 1000 insegnanti del Chiapas si sono integrati al contingente in lotta tra domenica e lunedì, mentre durante la settimana sono programmate varie camminate e manifestazioni. Per mercoledì 4 settembre è prevista una giornata di insurrezione nazionale dei docenti convocata dalla CNTE. Sono due settimane che la capitale messicana è letteralmente bloccata e la stessa cosa succede, su una scala minore, anche Ah, che cos’è la CNTE? Non va confusa con il SNTE, Sindacato Nazionale Lavoratori dell’Educazione. E’ un coordinamento, fondato nel 1979, che raccoglie gli insegnanti che hanno un pensiero critico nei riguardi del lavoro del sindacato ufficiale, praticamente un apparato paragovernativo, e si organizza come corrente democratica dentro al SNTE, senza costituirsi però come un sindacato autonomo.

Attualmente la CNTE mantiene viva l’opposizione alla riforma educativa, che più che “educativa” pare una riforma (regressiva) del lavoro e dell’amministrazione, inviata al parlamento dal presidente Peña Nieto. Il Sindacato (SNTE) allineato al governo dorme e fa spot a favore dell’iniziativa di Peña. Dopo aver promosso la riforma degli articoli costituzionali riguardanti l’istruzione (il 3 e il 73) che è stata approvata dai 3 partiti più grandi (PRD, PRI, PAN) nel febbraio scorso, il presidente sta ora spingendo per un’approvazione fast track delle leggi secondarie al vaglio del parlamento. E ci è riuscito. Già due, quella sull’Istituto Nazionale per la Valutazione e la Legge Generale sull’Educazione, sono state approvate senza che l’opinione delle parti sociali e, soprattutto, degli insegnanti direttamente coinvolti nella riforma venisse presa in considerazione. Ora la partita si gioca sulla terza legge, quella che tocca più da vicino la vita delle persone, dei maestri, e i diritti del lavoro acquisiti.

Link utili: CNTE sección 9 Distrito Federal e Sección 22 Oaxaca. Foto e intro di Fabrizio Lorusso

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EN ESPAÑOL

El México inconforme con las llamadas “reformas estructurales” llena las calles y ocupa las plazas. Incluyo en el post una galeria fotográfica (da clic en la foto para el slideshow) del plantón de protesta que mantienen entre 10 y 40mil maestros de la CNTE, Coordinadora nacional trabajadores de la educación en el zocalo de la Ciudad de México desde el 19 de agosto pasado. Llueve, pero horas interminables de aguaceros no barren la esperanza, pero sí alejan a los curiosos, a los vendedores ambulantes, en su mayoría capitalinos, y a las malas noticias que llegan de San Lazaro: en la noche del 1S (primero de septiembre!), con un albazo legislativo, la Cámara de diputados aprobó la Ley del Servicio Profesional Docente, es decir el objeto de las negociaciones entre los delegados de los manifestantes y algunos congresistas. Una verdadera tomada de pelo.

Ahora falta sólo el voto del Senado. Escenas de vida y resistencia civil componen este álbum fotográfico que ha sido realizado el día 31 de agosto de 2013, cuando sólo un contingente reducido de maestros se encontraba presidiando el plantón, ya que la mayoría de ellos se encontraba en sus comunidades de origen para el fin de semana. 1000 maestros de Chiapas se integraron a la protesta en la capital el 1S, mientras que en la semana se prevén marchas y, el miércoles, una insurrección magisterial nacional convocada por la CNTE. Ah, ¿qué es la CNTE? No es el SNTE (Sindicato Nacional Trabajadores de la Educación), queda claro. Es una coordinadora, fundada en 1979, que aglutina a los docentes que tienen un pensamiento crítico con respecto al trabajo del sindicato “oficial” charro y se organiza como corriente democrática dentro del SNTE, sin por eso contituirse como un sindicato autónomo.

Actualmente la CNTE mantiene viva la oposicièon a la reforma educativa que más que “educativa” parece una reforma (regresiva) laboral y administrativa, enviada por el presidente Peña Nieto al Congreso. El Sindicato (SNTE) alineado al gobierno duerme y difunde espots a favor de la iniciativa de Peña. Después de haber promovido la reforma de los artículos constitucionales sobre asuntos educativos (el 3 y el 73) que fue aprobada por los 3 partidos más importantes del país (PRD, PRI, PAN) en el mes de febrero de 2013, el mandatario ahora está cabildeando para una aprobación fast track  de las leyes secundarias que examina el congreso. Y lo está logrando. Ya dos de éstas, la sobre el Instituto Nacional para la Evaluación y la Ley General sobre la Educación, fueron votadas sin que la opinión de las partes sociales y, sobre todo, de los maestros, afectados directamente por la reforma, fuese tomada en cuenta.  Ahora, el partido se juega en la ley que más interesa, de cerca, la vida de las personas, de los docentes, y los derechos laborales preexistentes.

Link útiles: CNTE sección 9 Distrito Federal y Sección 22 Oaxaca. Fotos e intro de Fabrizio Lorusso

Presentación de libro de Amara Lakhous: Feria del Libro Independiente (Méx DF)

Presentacion Choque

Los invitamos a la presentación de la novela: “Choque de civilizaciones por un ascensor en Piazza Vittorio” de Amara Lakhous. Es parte de las actividades de la Feria del Libro Independiente en la librería del FCE “Rosario Castellanos”. Miércoles 29 de mayo, 5:00 pm. Participan: Luis Tovar (Jornada Semanal); Fabrizio Lorusso (Traductor); Ioana Pieleanu (Ed. Elephas).

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Las lentes de un sinfín de culturas convergen en un solo punto: el ascensor de un pequeño edificio en Piazza Vittorio. Interminables conflictos entre los vecinos, extranjeros la mayor parte, crean un gran escenario en el que se revela la naturaleza oculta de cada uno de ellos. Nadie puede huir de las críticas y de los prejuicios de los otros. Se trata de una novela satírica, llena de polifonías que pone al descubierto el choque de civilizaciones.

Un ascensor, un asesinato ¿cuál de los vecinos de Piazza Vittorio ha sido? ¿Acaso Amedeo?

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Amara Lakhous nació en Argel en 1970 y vive en Roma desde 1995. En 1999 publicó su primera novela, Le cimici e il pirata, en versión bilingüe árabe/italiano; en 2003 publica su segunda novela en árabe, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda, posteriormente reescrita en italiano con el título Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio. Por esta novela obtuvo el premio Flaiano de narrativa en 2006, además del premio Racalmare- Leonardo Sciascia.

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“Lakhous parece sugerirnos que las emociones no tienen fronteras políticas o geográficas, y que la verdad sobre los hechos, las personas y su comportamiento nunca está sola; no hay una verdad absoluta, sino un conjunto de verdades que en conjunto constituyen lo que somos. Una lectura recomendable, que contrasta fuertemente con los clichés sobre los extranjeros, que se encuentra en el centro del debate que involucra a una sociedad cada vez más compleja y compuesta.”
–(La Regione, Suisa)

Canti Orfici – Cantos Órficos de Dino Campana (lectura italiano-español)

 

Grabación del programa radio ITINERARIOS (9/5/13) conducido por José Manuel Recillas en http://www.ciudadradio.mx/ – Lecturas de Fabrizio Lorusso (italiano) y Eduardo Romero (español) de los Cantos Órficos (Canti Orfici ) del poeta italiano Dino Campana. Gracias a Oscar por el soporte técnico. dino ciudad r grande

Lista poemas:

La chimera – La quimera
Il canto della tenebra – El canto de la tiniebla
La petite promenade du poete
Firenze – Florencia
Sogno di prigione – Sueño de prisión
Genova
Donna genovese – Mujer genovesa
A una troia dagli occhi ferrigni – A una puta de ojos ferrizos
Buenos Aires
Une femme qui passe

dino cantiorfici

Mappa interattiva dei cervelli in fuga – Il Fatto Quotidiano

MapaCervelli

Qualche giorno fa è uscito un articolo di Mariangela Maturi nella sezione Cervelli in fuga de Il Fatto Quotidiano con il mio caso di “fuga” o “espatrio” messicano, felice e drammatico allo stesso tempo! Ora la sezione s’è arricchita con una sezione interattiva dotata di cartina del mondo e tanti cervelletti posizionati sui vari continente di cui potete leggere i casi umani e professionali. Eccola a questo link.

Dall’Ecuador alla Cina, passando per gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Molti dei ‘cervelli in fuga‘ italiani sono ricercatori e accademici. Ma non solo. C’è anche chi ha deciso di lasciare l’Italia semplicemente per trovare migliori opportunità di lavoro e stipendi più alti. Quello che li accomuna, però, è l’esigenza di vivere dove merito e competenze sono valorizzati, a scapito di raccomandazioni e burocrazia. In questi mesi abbiamo raccontato le storie di decine di loro. Studenti, imprenditori, freelance che hanno scelto di trasferirsi all’estero.

Alcuni vorrebbero tornare per riavvicinarsi ai propri affetti e alla qualità della vita italiana, ma l’offerta altrove è spesso più allettante. Altri, invece, sono tornati, consapevoli degli ostacoli e delle difficoltà. Tutte le loro esperienze, suddivise per Paese di arrivo, sono state raccolte nella mappa realizzata dal nostro grafico e web designer Pierpaolo Balani.

Uno strumento in più, oltre alla pagina facebook, per creare una community anche grazie ai vostri suggerimenti (che potete inviare via mail a fattocervelli@gmail.com) per raccontare quegli aspetti della vita da expat che troppo spesso rimangono nell’ombra.

Italia y el cómico que ya no provoca risa

Beppe-Grillo-predica bene e razzola male

[Este artículo salió el día 1 de abril en el diario mexicano 24HorasMx] El Movimiento Cinco Estrellas (M5S) de Beppe Grillo, hombre de teatro convertido a la política, fue la gran sorpresa de las elecciones italianas del 24/25 de febrero e interceptó el voto de protesta y las ganas de cambio de los más afectados por la crisis económica, social y moral del país. En su exordio electoral nacional, con el 25% de los sufragios, es el segundo partido en la Cámara.

 También el abstencionismo llegó al 25%, como nunca antes. Las preferencias divididas de los votantes no indican una mayoría congresual clara que respalde un gobierno estable.

 En 2012, las recetas del gobierno tecnocrático de Mario Monti estabilizaron el cuadro macroeconómico, pero con grandes costos: desempleo general al 12%, juvenil al 38%, el PIB al –2.4% y la relación deuda/PIB al 127%, la segunda más alta en la Eurozona después de Grecia. Los viejos partidos, identificados como responsables, pagan la cuenta.

 Grillo fue tachado de populista por su campaña electoral basada en el antieuropeísmo y la lucha contra las castas de los políticos, de las corporaciones y los sindicatos. “Si Grecia está mal, es culpa de hombres como ellos”, dijo el cómico a sus seguidores, los grillini.

 El M5S defiende salud, educación, agua, web y medio ambiente como bienes públicos, propone reducir los impuestos, los costos de la máquina política, los privilegios y la corrupción, aunque no siempre define los medios para lograr todo eso.

 ¡Qué se vayan todos! ¡Ya están muertos! Son las consignas más repetidas, a gritos, del Tsunami Tour que el actor llevó a las plazas del Bel Paese. Los otros líderes privilegiaron los debates televisados con los periodistas, Grillo fue a las calles y ganó la batalla en internet.

 Su idea de participación masiva se funda en la “democracia líquida”, un sistema “científico” y “algorítmico” para la toma de decisiones colectivas cuya plataforma web está por inaugurarse.

Grillo nace como figura pública en los escenarios y en la TV hace tres décadas, gracias a su teatro satírico y de sensibilización social-ambiental, pero el fenómeno político explota en la web, con la página beppegrillo.it, un foro que está entre los diez blogs más influyentes del mundo.

El Tsunami canalizó la rabia de la gente y evitó, quizás, tensiones sociales y brotes neonazis como en Hungría y Grecia. “No tengan miedo, Europa debe estar con nosotros, pues miren lo que pasa en Grecia con Alba Dorada. Le hacemos un favor a la democracia”, declaró Grillo al diario alemán Handelsblatt. “Somos revolución, sin guillotina”, agregó.

La idea interclasista y orgánica de la representación popular y la lucha anti-Euro del M5S recuerdan la derecha política, pero sus propuestas de justicia social y transparencia se acercan a la izquierda.

De nueva cuenta, el cavalier Berlusconi aglutinó entorno al Partido de la Libertad (PDL) y a su figura mediática y pícara los destinos del centroderecha, logrando el 30% de las preferencias y una recuperación de 10 puntos en un mes.

La coalición progresista, liderada por el Partido Democrático (PD), “llegó primera pero no ganó”, como dijo su secretario general, Pierluigi Bersani, en el day after. En efecto, el centroizquierda no cuenta con una mayoría en las dos Cámaras y necesita aliados que no aparecen.

La lista centrista y conservadora del ex Premier Monti consiguió menos del 10% de los escaños y no puede hacer la diferencia. Una alianza entre Berlusconi y Bersani sería vista como una traición a la voluntad del electorado y una solución contraria al cambio.

Grillo, quien no se postuló para cargos, dirige la obra desde fuera y anuncia que no respaldará a ningún gobierno, pues sus huestes sólo evaluarán las propuestas compatibles con su programa.

Hace casi dos semanas, el Presidente Napolitano encargó a Bersani la tarea de formar un gobierno con una mayoría sólida en el Congreso: algo casi imposible. De hecho, el líder progresista no logró construir un gobierno y conquistar al M5S.

Este viernes dejó el paso a un comité de sabios nombrados por el Presidente quienes van a elaborar una serie de propuestas de reforma que puedan aglutinar el consenso de todos los partidos para un gobierno de transición.

Sin acuerdos, habría nuevas elecciones, pero la inestabilidad comprometería aún más la economía. En este escenario, Grillo y el M5S podrían llegar primeros y gobernar solos, sin compromisos.

Hace un par de semanas, los grillini llegaron con abrelatas en la mano a la primera sesión del Congreso. “Queremos abrir los secretos de los palacios del poder, ser guardianes de los presupuestos de las Cámaras”, escriben en Twitter.

Las bases y los representantes del M5S han tenido diferencias con su líder, ya que muchos apoyarían un gobierno reformador con la izquierda, pero las críticas al mando del cómico se pueden pagar con la expulsión. Es el lado autoritario y centralista del movimiento, contrario a la horizontalidad y a la red que lo originó.

Por otro lado, los congresistas grillini aún están en busca de coordinación y líneas comunes, así que su falta de experiencia y unidad podría llevar a estas “Estrellas” a ser muy fugaces.

De todos modos, el viento del cambio empieza a soplar gracias a las caras nuevas de este Congreso que, aunque incierto y fragmentado, es el más “rosa y joven” de la historia italiana. Arriba el telón.  @FabrizioLorusso